giovedì 4 settembre 2008

Il libro della discordia


In questi giorni a Livorno ci sono polemiche riguardo alla presentazione di un libro: "Gli orfani di Salò" di Antonio Carioti.
Il libro, dal titolo esplicito, è di stampo revisionista e mira a mostrare una realtà diversa da quella esistita, ovvero mira a discolpare i partecipanti alla RSI, ma soprattutto quelli che, tra questi, sono sopravvissuti alla guerra e alla Resistenza.
Ora, da Guido Guastalla consigliere comunale del comune di Livorno è partita la richiesta, con l'appoggio di AN, al consiglio comunale di concedere una sala all'interno del comune stesso per permettere la presentazione di tale libro; il comune ovviamente ha rifiutato, ed è nata la polemica.
Per farla breve, questi consiglieri hanno chiesto alla provincia, se concedeva loro, per la presentazione del libro, la sala consiliare della provincia stessa, ma anche qui nulla di fatto.
Però... c'è sempre un però, per non aumentare oltremodo le polemiche, il consiglio provinciale ha deciso di concedere, per la presentazione di tale libro, la sala del chiostro francescano, nella quale già altri libri, non revisionisti però, furono presentati; la motivazione di tale decisione deriva da una falsa correttezza politica nell'accontentare tutti, ovvero, nei luoghi di rappresentanza dello Stato, antifascista per Costituzione, quali le sale di comune e provincia, NO, ma gli viene data questa sala per farli contenti, altrimenti la polemica rischia di ingigantirsi troppo.
Detto questo, bisogna precisare che: il signor Guastalla possiede una libreria, quindi se proprio ci tiene potrebbe farlo nella sua libreria, dove già in passato sono stati presentati dei libri, e ad una di queste presentazioni partecipò anche Gianfranco Fini; questo libro ha già un precedente di polemiche, tale precedente risale a qualche settimana fa ed è analogo a questo, solo che il comune di San Giuliano Terme (Pisa) non ha sentito storie e non ha concesso alcuno spazio pubblico per la presentazione di questo libro.
Considerazione personale: a parte il fatto che tali libri non dovrebbero essere nemmeno pubblicati in quanto minano le fondamenta della Repubblica, ma comunque nessuna autorità pubblica, sprattutto se appartenente a partiti di centro-sinistra, storicamente antifascisti, dovrebbe concedere un qualunque spazio pubblico, come giustamente hanno fatto a San Giuliano Terme, per eventi del genere, non solo, ma questa decisione è come una sorta di tacito consenso al revisionismo perpretato da tale libro, come anche da altri.

link di approfondimento: http://www.senzasoste.it/la-mia-citt-/gli-orfani-di-sal-larte-democristiana-del-non-prendere-posiz-2.html

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Non sono per niente d'accordo. Devo dire che non ho letto il libro, come forse tanti che hanno sonoramente protestato a San Giuliano e ora a Livorno. Non ho sentito riportare da alcuno UNA sola frase del libro per giustificare tutto il casino che,
probabilmente giustamente, ne è scaturito. Non pubblicare libri, censurare, oscurare, è esattamente ciò che a me e a te repelle, ed è assolutamente un comportamento fascista. Questa vicenda mi ricorda anche il libro di Panza. Non vorrò MAI avere un gesto in comune con i fascisti. Viva Voltaire, no al buio della ragione. Ciao a tutti, soprattutto ar mi' nepote.

il Russo ha detto...

Concordo con l'anonimo precedente: potevano concedere i cessi del comune almeno tutti avrebbero potuto saggiare le qualità cartacee e storiche di siffatto libello dopo una sana e democratica cacata.

duhangst ha detto...

Il revisionismo storico ormai la sta facendo da padrone..
Purtroppo..

Anonimo ha detto...

gli storici dovranno pur far qualcosa...

Anonimo ha detto...

di repellente c'è solo l'atteggiamento censorio del libero pensiero.
Mi fa specie Giova che un giovane come te cerchi di nascondere i crimini del peggior canagliume antifascista illudendosi magari di far carriera grazie all'antifascismo becero...
Tanta acqua è passata sotto i ponti e la gente non beve + come una volta...

http://www.caffenero.ilcannocchiale.it/

Anonimo ha detto...

buonasera, non ho capito l'ultimo periodo del post, che hai voluto dire?

Giova ha detto...

In pratica volevo dire che a San Giuliano hanno fatto bene, come del resto ha fatto bene anche il comune di Livorno; invece la provincia, concedendo comunque un luogo pubblico per tale presentazione, dal mio punto di vista, è una sorta di non condanna delle cose scritte sul libro.

Al russo voglio dire che avrebbe ragione se la gente avesse il cervello per ragionare per conto proprio e non con la testa di altri, e quindi molti non capirebbero che il miglior uso di quel libro, come degli altri libri revisionisti, è quello di carta igenica.

Anonimo ha detto...

x mario (se ti riferisci a me)

voglio dire che i protagonisti di quell'epoca sono quasi tutti morti e quindi i loro interessi + o meno nobili non possono oscurare o distorcere la verità.

La maggior parte della gente vuole farsi un opinione con la propria testa e non con la testa degli altri e perciò vuole far suonare tutte le campane.

La cacata gli italiani la stanno già facendo sulla vostra religione antifascista...

Questo i sinistri + intelligenti lo hanno già capito... regolatevi di conseguenza

http://www.caffenero.ilcannocchiale.it/