martedì 4 marzo 2008

La nostra Costituzione


Lo scorso mese, insieme con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, abbiamo festeggiato i 60 anni della nostra Costituzione.

Più di mezzo secolo è passato da quando, nel lontano 1 gennaio del 1948, la carta elaborata ed approvata il 22 dicembre 1947 (è bene tenere a mente queste date) dall’ Assemblea Costituente è entrata in vigore nel nostro Ordinamento.

Ieri come oggi questo testo ci rappresenta ed identifica come popolo e, unendoci in un unico, identitario vissuto storico, ci prende per mano guidandoci verso l’avvenire.

Sintesi unica e non compromesso tra le diverse componenti politiche del tempo, il patrimonio che lascia in eredità agli Italiani di oggi e di domani non si arresta “soltanto” al decalogo di principi fondamentali e, Parlamento permettendo, di organizzazione del nostro sistema costituzionale, ma riguarda anche il valore, rimasto inalterato durante tutto il processo costituente, dell’ ascolto reciproco, di una contrapposizione dialettico/politica incentrata sulla “paziente ricerca di punti d'incontro e di soluzioni condivisibili, di accettazione degli esiti alterni della prova del voto su materie controverse, e dunque di spirito di moderazione e di senso della missione”, che nel riconoscersi Italiani trovava sempre il suo punto di ricucitura dalle eterogenee posizioni ideologiche.

Solo questo è il modo per operare nell’ interesse di tutti.Non c’è altra via.
Diversamente, si rischia di sfociare alternativamente o in una dittatura della maggioranza o in un improduttivo scontro di particolarismi.

Ahimè oggi più che mai questo eccelso esempio di “modus operandi” politico sembra esser caduto nel vuoto.

E non è il solo lascito dei Costituenti ad essersi perso per strada.

Buona compagnia gli è infatti garantita dalla presenza di altri importantissimi principi supremi, a partire dallo stesso articolo che apre la nostra Costituzione e che ci fonda come comunità, l’ art 1, che individua nel Lavoro lo strumento principale di partecipazione alla vita democratica del nostro paese nonché di esercizio dei propri Diritti.
Principio direi brutalmente smentito dalle mille morti sul lavoro dello scorso anno e, dalle 62 di questi soli primi due mesi.

Dati inaccettabili per qualunque collettività umana.
Figuriamoci per la nostra, che sul lavoro si fonda e che su questo le sue radici Democratiche affonda.

Dall’ art 1 si potrebbe poi andare avanti per tutta la costituzione, passando dall’ art 2 (Si pensi soltanto ai diritti civili negati alle forme di convivenze diverse dal matrimonio), art 3 (Non solo in materia di lavoro e retribuzione, ma anche a partire dalla stessa legge elettorale!), all’ art 21 (come ci ricordano le recenti sentenze della Corte Europea, insieme, tra le tante, alla 466 del 2002 della Corte Costituzionale), arrivando all’ art 54 (mai i termini “disciplina” e “onore” sono apparsi cosi desueti e privi di significato come nel contesto politico istituzionale odierno) fino all’ art 107 (intaccato dalle recenti riforme della Giustizia) e art 112 (gli uffici giudiziari non sono assolutamente in grado, a livello proprio strutturale, di assicurare l’ obbligatorietà e l’ uniformità dell’esercizio della repressione penale, stante l’ elevato numero delle notizie di reato che giungono alle procure della Repubblica e la simmetrica mancanza di personale all’ interno degli uffici stessi).

Alla luce di tutti questi esempi, che ho per amor di sintesi sfoltito da molti altri egualmente significativi, è d’ obbligo chiedersi se la nostra classe politica debba più che altro urgentemente concentrarsi sulla attuazione del dettato costituzionale, piuttosto che arenarsi sulle annose sterili diatribe sull’ attualità della costituzione.

Qualunque strumento infatti, sia giuridico che non, dovrebbe esser prima utilizzato e solo successivamente, in caso di riscontri pratici contrari alla ratio secondo la quale lo si è elaborato, cambiato.

Oggi invece si assiste ad un perverso processo inverso: Mentre molti tra i più importanti principi che sorreggono e orientano il nostro ordinamento versano in uno stato di quasi totale ibernazione, aumentano i tentativi di revisione globale del testo costituzionale: Quando disapplicando i principi stessi della Costituzione (si pensi al procedimento posto a tutela della sua rigidità, dettato dall’ art 138, calpestato senza mezzi termini dalle bicamerali De Mita – Iotti del ‘93 e dalla D’Alema del ‘97), quando con arroganti colpi di maggioranza (si pensi alla legge costituzionale n. 3 del 2001 di riforma del titolo V della nostra Costituzione, nonché al tentativo di riforma bocciato dal Referendum Costituzionale del 2006).

In uno e nell’ altro caso, facendo spregio dei dettami dei Costituenti:
Rispetto della Costituzione e ricerca di un dibattito politico anche acceso ma comunque sempre teso alla strenua ricerca di punti di contatto comuni e di principi condivisi, nell’ottica di garantire in ogni caso la soddisfazione di quello che è l’interesse di tutti i cittadini.

Allora davvero mi pare opportuno rispedire al mittente il motto recentemente promosso dal Consiglio dei Ministri “60 anni della costituzione: Leggerla è il miglior modo per festeggiarla”, con allegato un caloroso invito ad attuarla, piuttosto che a modificarla.

E se poi proprio di modifiche si vuol parlare, si desista innanzitutto dalle tentazioni di imputare i numerosi problemi del nostro sistema politico al solo testo costituzionale (piuttosto che alla qualità della nostra classe dirigente) e, si elaborino le sole (puntuali) modifiche strettamente necessarie, che possiedano l’ indispensabile capacità di guardar lontano, al di là dello stretto costringente, o la Costituzione perderà la sua essenziale capacità direttiva, che “non si misura dal numero di articoli e commi dedicati a ciascun problema, ma dalla nettezza dell’impianto e dalla linearità delle procedure.”

20 commenti:

Anonimo ha detto...

Io non mi fossilizzerei sulla costituzione.
E' vecchia e stravecchia.Per fare la III repubblica dovremmo cambiare la costituzione.
E poi ebbasta co 'sta resistenza.
Lo dico per voi..sta per venire giù il mito.
Se si scopre che è stata una guerra privata del PCI finisce il mito.Attenti a non stare nei paraggi quando viene giù il muro.

caffenero.ilcannocchiale.it

Fabri ha detto...

Più che per noi, forse lo dici per te (o voi)... Le idee "politiche" sono diverse, voi preferite una vita senza resistenza con il nonno ancora laggiù per "dormire con le finestre aperte", noi preferiamo la resistenza, coloro che ci hanno ridato una speranza, coloro che ci hanno permesso di essere uomini LIBERI, e non ingabbiati dietro un motto "O CON NOI O CONTRO DI NOI"... Naturalmente è giusto che ognuno pensi e manifesti cosa vuole (cosa che senza la resistenza che ha operato contro il fascismo, a questo punto ce la saremmo sognata), però penso che la Costituzione sia fortemente attuale! Si parla di uguaglianza, rispetto, diritti e doveri, non vedo cosa ci sia di sbagliato... Oh almeno sulla carta, non trovo errori. Se poi parliamo di applicazione, le cose cambiano, ma parlare di cambiare la Costituzione, sarebbe a dire fare un pezzo di carta nuovo con scritte le solite identiche cose!

Giova ha detto...

oppure fare un pezzo di carta nuovo con meno cose di prima (magari qualche diritto e libertà in meno)

KciN ha detto...

Innanzitutto Anonimo (ti pregerei di firmarti per rispetto del nostro regolamento interno) ti chiedo se conosci la Costituzione.

In secondo luogo, se sei a conoscenza della sua portata e taratura a livello internazionale (In senso sociale è stato ritenuta pure più avanzata della costituzione europea dei 454 articoli elaborata solo 4 anni fa) e, se si, come mai la definisci con gli epiteti che gli ha riservato.

Infine ti ricordo che, a differenza della Reppubblica di Salò dove un solo colore si è vigliaccamente prostrato allo straniero invasore per attaccare i propri cittadini vendendoli agli itneressi altrui, la Resistenza ha unito i colori politici più diversi (basta vedere le brigate..Da ex garibaldini a democristiani)e ha resituito ai suoi abitanti la nostra terra.
Senza questa esperienza, non esisteremmo come nazione.
Senza quegli uomini, saremmo il portogallo del centro europa (Churchill docet).

Ti chiedo e ti ricordo certe cose perchè in genere queste posizioni sono sposate da persone con basso livello di istruzione, che sostanzilmente camminano su gambe d altri e, di fatto, non hanno i minimi requisiti critici per difendere o attaccare le proprie e altrui convinzioni.

Proprio per questo ti invito a chiarirmi le tue posizioni.
Allo stato attuale delle cose, credo proprio di non averle capite, visto che non ti reputo fra questa branca di soggetti!


Grazie e saluti!

Giova ha detto...

Ora ci si sta tornando ai livelli del Portogallo, anzi se si continua così fra un po' in Portogallo si starà meglio che qui.

Anonimo ha detto...

Allora, cari fabri e nick ;

La resistenza è sopravvalutata.

La partecipazione popolare è stata bassa.La resistenza è servita per dare una patente di legittimità democratica al PCI , per accreditarlo come partito democratico.

Per assurdo secondo me hanno molto più valore i 500.000 aderenti alla RSI tra soldati, ausiliari e tesserati del PFR che i 70.000 partigiani.

Ricordatevi, ma ricordatevelo bene,che chi stava con la RSI si metteva dalla " parte sbagliata della storia".*

Di fatto la resistenza è stata una guerra privata del PCI finalizzata all'instaurazione di un Regime di tipo sovietico almeno nel centro nord.

A supporto di quanto affermo sui pensi alle centinaia di partigiani "bianchi" uccisi da partgiani comunisti prima e dopo il xxv aprile.E non mi riferisco solo all'episodio del Porzus.

Mio nonno era Fascista ma monarchico.Non aderì a salò ma ebbe comunque dei guai.A momenti lo uccisero i "partigiani" che erano in realtà degli imboscati deliquenti comuni che andarono a fottergli uova e farina.

Ma mio nonno aveva la doppietta facile.

Ad ogni modo, caro fabri non ti farebbe male provare a metterti dalla "parte sbagliata della storia " senza tranciare giudizi.

Se ti va guarda " il texano dagl occhi di ghiaccio " , di e con Clint Eastwood.Il titolo è imbecille ma il è film ottimo.

Il film parla di guerra civile , della fine e della resa dei conti tra vinti e vincitori e del perchè qualcuno s'è messo "dalla parte sbagliata della storia".

La storia a voi l'hanno sempre raccontata i vincitori, dovreste provare a guardare "alto" e senza pregiudizi.

A me viene facile.Il mio cognome è citato nei libri di Pansa.

Finchè giocherai a fare il clone del "che" sarà dura che tu voli alto.

Saluti..

caffenero.ilcannocchiale.it

KciN ha detto...

In realtà nessuno fa il clone di nessuno.

Tu stai facendo delle accuse pesanti sulla base di ricostruzioni storiografiche NULLE.

Fai riferimento solo ad eseperienze personali e biografiche (tu nonno fascista).

Tra l altro ti scordi del tutto dell esercito e dei movimentiu dir esistenza da esso promossi, dopo che in ordine i Fascisti e il Re li avevano dif atto nemmeno venduto, ma sacrificati al nemico senza neanche dargliene avviso.

Parli per macrocategorie campate in aria, chiudi le persone in compartiomenti stagni..Questo non è assolutamente un buon modo per ragionare e dialogare.

Pe rparlare di sotria non si può citare a sostegno un Film ma solo fatti.

E per quanto riguarda il Fascismo cè tanto da dire.

Resistenza e fascismo non sono due facce di una stessa medaglia.

E ciò non significa che non ci fosse del marcio anche all' interno della resistenza..Ma attento a generalizzare..Perchè lo fa chi non ha argomenti.


Ps: Non sei il solo ad avere un albero genealogico pieno di questo vissuto storico.

KciN ha detto...

Oddio sicuramente questa non è la sede per parlar edi storiografia..

Anche perchè dubito fortemente che tu abbia le competenze per farlo..E non che io invece me lo possa permettere in scioltezza!

Ma vedo solo una cosa: L atteggiamento da partita di calcio è tuo e non mio in questo caso.

Sembri scartare le cose eprchè fanno provenienti da una fantomatica "altra parte" e, in quanto tale, sbagliata a priori, sulla base di motivazioni probabilmente biografico-genealogiche per ora povere di argomentazioni concrete e razionali.

Al più cè un po' di ideologia.

E' questo che ti contestavo, per il resto la Costituzione che tanto disprezzi ha un chiaro art 21 a difesa del pluralismo ed è un valore che io rispetto, quindi..


(in ogni caso faccio sempre riferimento a quello che dici perchè non ti conosco, quindi non sono in grado di poter determinare altrimenti ciò che pensi!)

Fabri ha detto...

Mi dispiace Pike, io dalla "parte sbagliata della storia" mi ci sono immaginato tante volte, tante volte mi sono immaginato di come un uomo (che questo si chiami Mussolini, Hitler o Stalin) possa voler conquistare il mondo. Di cosa li passi nella testa in quel momento. Mi sono chiesto come si poteva vivere (e come oggi si potrebbe vivere) tutti dietro ad una solita idea (imposta) per paura di morire, anzi di essere ucciso. Mi chiedo di come si potesse STERMINARE un intero popolo (ebrei) solo perchè tali. Mi sono chiesto di come si potesse condannare omosessuali, portatori di handicap, e quelli (scusa l'espressione brutta) "non normali". Mi sono chiesto di come si potesse sposare queste brutalità. Mi sono chiesto di come si fà a far morire milioni di persone (Nazismo 55 milioni, Comunismo 80 milioni) solo per raggiungere un'idea clamorosamente utopica. E come vedi parlo sia di Nazismo, Fascismo e Comunismo, perchè non pensare che se fumo un sigaro, leggo libri su "Che Guevara" e sono di sinistra, io sia Comunista. Il Comunismo di Stalin, era atroce quanto il Nazismo di Hitler. Credimi tante tante volte ho pensato a queste cose!

Ma mi sono dato tante tante risposte che purtroppo non concordano con la tua visione storicamente sbagliata. E ti posso assicurare che un mondo senza Democrazia, un mondo senza libertà, io non riesco a vederlo!

Tornando ai parenti "storicamente" importanti, mio Zio, ha fatto parte della Resistenza, è stato ferito e catturato e deportato in Campi di Concentramento, non è sui libri di storia, ma le cose me le ha raccontate, mi ha detto cosa voleva dire essere catapultati in quel mondo a 25 anni. Mi ha raccontato più volte quale e quanta fosse la paura di dire "bianco" quando ti imponevano di dire "nero". Mi ha raccontato di cosa fosse la RESISTENZA vera, cioè gruppi di PERSONE (non soldati, e questo lo considero fondamentale) che non volevano sottomettersi alle idee strampalate di un MITOMANE!

Non sò quale visione tu abbia della resistenza, probabilmente tu la vedi come un "rompere le uova nel paniere" all'idea fascista, io per come mi è stata raccontata da chi ne ha preso parte, la vedo non tanto come la salvezza dell'Italia, ma come lo spunto per RIALZARSI, CAMBIARE.

E ricorda, per tornare al tuo discorso della RSI, "Ricordatevi, ma ricordatevelo bene,che chi stava con la RSI si metteva dalla " parte sbagliata della storia".*" per citare le tue parole, è molto più facile stare con il più forte, anche se sei dalla parte del torto, che rischiare di andare nel giusto ma pur sempre debole! Pensaci a queste parole. Per essere "sicuri" con il Fascismo, bastava dire SI, e puoi darmi retta se ti dico che tanti "Fascisti" lo erano solo per facciata, solo perchè appunto dire Si era più facile e ti salvava la pelle, perchè se dicevi No, ti ritrovavi CONTRO UNO STATO (inteso come Istituzione)! E allora se permetti, apprezzo decisamente di più chi ha avuto il coraggio di fare il giusto essendo debole, piuttosto che stare con il più forte nonostante TU SIA NELLA PARTE SBAGLIATA DELLA STORIA.

Ripeto, ognuno pensi quello che vuole!

Saluti

Anonimo ha detto...

Cari Fabri e Nick;

stanno emergendo fatti atroci sulla resistenza.E più passerà il tempo e più ne emergeranno.

Non solo i fatti di cui parla Pansa...anche di molti assassini di partigiani da parte di altri partgiani."Rossi" che ammazzavano "bianchi".

Ne parla vagamente Fenoglio.Ci sono stati molti casi ex partigiani bianchi uccisi da partigiani rossi,a guerra FI-NI-TA perchè indagavano su strane morti di loro commilitoni "bianchi" spacciate per azioni tedesche.Invece erano "rossi" che gli uccidevano per fottergli le armi o perchè non volevano entrare nelle formazioni comuniste.

Il PCI è stato per troppi anni custode della resistenza.Le cose stanno per cambiare.Fino ad oggi la storia della resistenza l'hanno avuta in mano "loro" ma le cose stanno per cambiare.Ne vedrete delle belle.

Ora che il PD non è più "post" comunista ma significativamente più "democristiano" stanno per aprirsi certi archivi che faranno venire i brividi a molti "custodi della memoria".I " costudi della memoria" vi stanno USANDO.NON FATEVI USARE.

I comunisti hanno avuto interesse a far tacere la fonti non ufficiali,ma adesso lasceranno la briglia più larga ..oRMAI AL pd DI DIFENDERE LA MEMORIA DELLA RESISTENZA NON GLIENE FREGA PIU' NULLA.

E i partgiani bianchi hanno dei sassolini da togliersi dalle tasche.E parecchi.

Attenzione : non sto aprlando della resa dei conti dopo il xxv aprile.

Sto aprlando di partgiani che hanno ammazzato altri partigiani.E non sono stati casi isolati.

Ma non solo: leggete" I REDENTI gli intellettuali che vissero due volte " oppure "Fascisti di sinistra, storia di un progetto mancato"

Vi accorgerete che molti comunisti,che hanno scritto la storia,la classe intellettuale del dopoguerra,erano fascisti fino all' otto settembre.

Ci sono certi nomi , da far venire i brividi.Di viventi, in alcuni casi.

Tanti comunisti, hanno ululato alla luna antifascista, per far dimenticare il loro passato FASCISTA.

Leggete tra le righe e non fidatevi della storia ufficiale.

Certi libri, ho faticato a trovarli,perchè sono "tabù",pericolosi,molto pericolosi.Ma ci sono.E sono mooolto pericolosi.

Un ultima cosa; chi si arruolava nella RSI,per un idea di fedeltà, di onore,senza magari nemmeno condivididere il fascismo fino in fondo,sapeva di pagarla, a guerra finita.

Loro sapevano,perfettamente,che la germania sarebbe stata sconfitta e che loro sarebbero stati puniti.

Eppure, molti di loro, e io ne ho conosciuti,hanno fatto quella scelta.Onore a loro.

Io ho conosciuto un reduce di Salò.Pilota della Luftwaffe ( l'aviazione tedesca ) con il permesso di mettere lo stemma della RSI sull'aereo.

Dal suo punto di vista,lui l'Italia la difendeva dai bombardamenti americani,che facevano vittime civili italiane.

Il ragionamento fila, no?

E quello si merita di essere demonizzato? io dico di no.

Ragionateci.

caffenero.ilcannocchiale.it

KciN ha detto...

Non discuto nel merito..Ma ti chiedo:

Lasciando perdere i toni da rivelazioni epifaniche e la strana sensazione da guidatore in contromano in autostrada che maledice gli altri autisti..Tu hai ragionato sulle tue posizioni?

Io per esser franco ho studiato e letto vari libri..Non sono cerot un Professore, ma non sono nato ieri ne sono l ultimo della classe!

Tu sembri convinto che "tutto il mondo sia una messa in scena", ma al di là delle sedicenti verita nascoste, io (noi) è su un fatto che ci concentriamo: IL VALORE STORICO DELLA RESISTENZA.

Aldilà delle ombre, un momento di tensione, per molti anche etica, che ha portato l Italia da un regime illiberale a una Democrazia.

Come ti pronunci su questo sostanziale punto?


Ps: "Io ho conosciuto un reduce di Salò.Pilota della Luftwaffe ( l'aviazione tedesca ) con il permesso di mettere lo stemma della RSI sull'aereo.
Dal suo punto di vista,lui l'Italia la difendeva dai bombardamenti americani,che facevano vittime civili italiane.
Il ragionamento fila, no?"

Dal punto di vista dialettico, assolutamente no!

Ma non ti annoio!Mettiamola cosi:

_Ti faccio pretestuosamente licenziare dal lavoro e poi ti faccio vendere il tuo attico, alienandoti nel contempo ma con riserva di proprietà e con mutuo a tasso variabile, un monolocale in periferia.

Dal mio punto di vista, ti sto solo proteggendo dalle imminenti ripercussioni del fisco(&Co) sulle tue inadempienze contrattuali in materia energetica ed erariale.

Non fa una grinza, giusto?

Giova ha detto...

Hai scritto: "Il PCI è stato per troppi anni custode della resistenza.Le cose stanno per cambiare.Fino ad oggi la storia della resistenza l'hanno avuta in mano "loro" ma le cose stanno per cambiare.Ne vedrete delle belle.
Ora che il PD non è più "post" comunista ma significativamente più "democristiano" stanno per aprirsi certi archivi che faranno venire i brividi a molti "custodi della memoria".I " costudi della memoria" vi stanno USANDO.NON FATEVI USARE."

Non credo che la storia della resistenza l'abbiano avuta in mano i "rossi", anche perché la DC avrebbe potuto screditare i rossi quando voleva, visto che è stata al governo per 40 anni.
Le cose che verranno fuori ora saranno solo dei beceri tentativi di revisionismo.

Anonimo ha detto...

Povera Costituzione, sempre più maltrattata e disprezzata, qualcuno addirittura la definisce vecchia e stravecchia.
Al contrario sessant'anni mi sembrano relativamente pochi in termini storici, eppure i principi ideali e fondamentali in essa espressi difficilmente siamo riusciti ad applicarli. Quasi mai forse.

Anonimo ha detto...

Sapete cosa non va nella Costituzione?è stata fatta per un popolo che non se la merita!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!A dirla tutta questa Costituzione ci sopravvaluta parecchio,per questo tutti(io mi ci tiro fuori subito)la volgiono cambiare..non ci si riconoscono..vi pare che oggi qualcuno si curi della propria dignità?si senta fiero di essere italiano?e da qui deriva lo scarso o forse ormai assente senso civico "del popolo italiano"..
Poi secondo me la Costituzione è proprio sacra..segna un momento purtroppo irripetibile..secondo voi ai giorni nostri tre forze così diverse riuscirebbero a convivere in un solo testo???Questa Costituzione è PER il popolo,è per tutti noi,trascende ogni tipo di interesse partitico ed è la più grande conquista fatta..sempre a mio parere.
Scusate se il mio intervento non è in linea col dibattito sulla Resistenza ma ne so davvero poco(e me ne vergogno) quindi vorrei evitare di scrivere castronerie,che comunque,nonostante la mia ingoranza in materia,ho riconosciuto!!!!!!!!:)
Io sarò vecchia come la costituzione..ma sono fiera di riconoscermici e di saperla apprezzare.
Silvia

Anonimo ha detto...

Aldilà delle ombre, un momento di tensione, per molti anche etica, che ha portato l Italia da un regime illiberale a una Democrazia.
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Stai parlando dei carri armati americani?

Una cosa...se fino al 1942 il Regime aveva un consenso di massa,ci sarà stato un perchè, no?

500.000 aderenti a Salò,tra soldati ausiliari tesserati etc , non sono pochi.E sapevano di mettersi loro sponte "dalla parte sbagliata"

Non solo,i partigiani democristiani le hanno dette certe cose.Solo che nessuno ne ha mai parlato.Argomenti tabù.Pericolosi.

Ma , le cose stanno per cambiare.

Io non nego il valore della resistenza.Voglio contestare l'eccessiva mitizzazione e sempre favorevole alle brigate garibaldi,per evidenti finalità politiche e pro PCI.

Quel PCI che ha cercato di spazzare via la memoria delle foibe e della collaborazione a quel crimine contro gli italiani da parte di partigiani italiani e di far dimenticare il "Porzus".

Sai cos'è avvenuto alla malga Porzus?immagino di no.

Ma di "Porzus" ce ne sono stati tanti.

Se qualucono, come me, si mettesse di buona lena a raccontarli tutti, i vari Porzus, beh, per la memoria della resistenza sarebbero dolori.

E sapete che vi dico? lo farò.

caffenero.ilcannocchiale.it

KciN ha detto...

Sulle Foibe siamo daccordissimo.

Ma tu alla fine, storiograficamente parlando, raccogli tutta una serie di elementi, necessariamente non colleati strettamernte tra loro, per affermare poi una sorta di lettura onnicomprensiva e definitiva tesa a ribaltare non si sa chè!

In ognic aso, il valore storico della resistenza rimane e rimarraà per sempre!

KciN ha detto...

E' un ragionamento tipicamente Fascista (dunque necessariamente pressapochistico, sturmentale ed impreciso) far di tutta l' erba un fascio..Stiamo attenti..

Non so cosa cambierebbe conoscendo i vari Porzus..

Vanno conosciuti, ma il valore della resistenza non cambia..Il disvalore delgi svitati non toglie il valore di chi questo paese, insieme con le truppe alleate, lo ha liberato!

Per Salò non scherziamo..Stai dicendo delle cose da prosciutti sugli occhi.

Il Fascismo è perfortuna finito, la dittatura è terminata.

La resistenza è stata uno dei propulsori di questo cambiamento, ed ha successivamente portato l' Italia alla Repubblica Democratica e ad uno dei suoi momenti storici più felici (benchè brevi).

Anonimo ha detto...

nn conoscendo cosa ha fatto la resistenza (in termini di legalità) però secondo me è importante anke il modo in cui si è comportata al di là del fatto ke sia stata importante per un cambiamento dello stato italiano da dittatura a repubblica...
by Miche88

Anonimo ha detto...

Vanno conosciuti, ma il valore della resistenza non cambia..Il disvalore delgi svitati non toglie il valore di chi questo paese, insieme con le truppe alleate, lo ha liberato!
---
ehhhhhh?
Il disvalore degli svitati?
Senti, ma parlare difficile è di sinistra?
---
Allora ; ragazzo senti me:

Se i tedeschi avessero voluto liberarsi dei partizanen lo facevano quando volevano.Parliamo di gente che tirara i sassi con la fionda ai carri russi a Berlino,non di quattro baluba qualsiasi.I krukki hanno lasciato fare.

Porzus et asimilia :

Ti dico in breve:

Partigiani democristiani o comunque non comunisti che sono stati uccisi da partgiani rossi, comunisti.

Non casi isolati.Parecchi casi e moltissimi morti.

Un conto è una guerra di liberazione un conto è una guerra civile, dove non solo si spara ai "fratelli" ma peggio ai compagni di lotta se di segno politico diverso.

E guarda che sta venendo fuori la verità.E io darà anche un contributo per farla venire fuori.

caffenero.ilcannocchiale.it

Anonimo ha detto...

Vanno conosciuti, ma il valore della resistenza non cambia..Il disvalore delgi svitati non toglie il valore di chi questo paese, insieme con le truppe alleate, lo ha liberato!
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ehhhhhh?
Il disvalore degli svitati?
Senti, ma parlare difficile è di sinistra?
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Allora ; ragazzo senti me:

Se i tedeschi avessero voluto liberarsi dei partizanen lo facevano quando volevano.Parliamo di gente che tirara i sassi con la fionda ai carri russi a Berlino,non di quattro baluba qualsiasi.I krukki hanno lasciato fare.

Porzus et asimilia :

Ti dico in breve:

Partigiani democristiani o comunque non comunisti che sono stati uccisi da partgiani rossi, comunisti.

Non casi isolati.Parecchi casi e moltissimi morti.

Un conto è una guerra di liberazione un conto è una guerra civile, dove non solo si spara ai "fratelli" ma peggio ai compagni di lotta se di segno politico diverso.

E guarda che sta venendo fuori la verità.E io darà anche un contributo per farla venire fuori.

caffenero.ilcannocchiale.it