domenica 11 novembre 2007

DOMENICA DI SANGUE: COLPEVOLE L'INCAPACITA'

Stamani un tifoso è morto. Questa è la atroce verità che sciocca famiglie, società e sport. Ad una piazzola di un'autogrill due macchine d tifosi, juventini e laziali si sono incontrate e hanno cominciato una inutile rissa, di quelle che si vedono spesso, quando manca il senso della civiltà, ma anche quando due famiglie si scontrano per motivi affettivi. Puntualmente è intervenuta una volante della polizia stradale per sedare gli animi. Parte accidentalmente un colpo di pistola. Gabriele, 26 anni, muore. In tv assistiamo a salotti che condannano la violenza negli stadi, mandando in onda una scarrelata di video su Catania, Liverpool (1985. 39 tifosi juventini morti), dimenticando però che ci troviamo di fronte a una disgrazia totalmente estranea allo stadio. Infatti il numero dei tifosi non è da paragonare a una curva, non c'erano bastoni, mazze ferrate, bombe carta; c'erano solo 9 delinquenti che si picchiavano. La polizia ha dimostrato un'altra volta la sua incapacità, lo stato non ha saputo diligentemente intervenire, ed una famiglia è a pezzi. Comunque come spesso avviene in Italia, si parla, si parla, si pensa e ci si arrabbia, aspettando un'altra giornata come questa. La colpa non è dello sport, la colpa non è del disagio sociale, come dicono in tanti. La colpa è dello stato che non è in grado di istruire i poliziotti ad intervenire diligentemente in situazioni controversie. Mi sento schifato. Basta con i poliziotti incapaci, basta con i dottori che scambiano il monossido di ossigeno con l'ossigeno, chi ci rimette sempre è il cittadino che muore per una bischerata. Ma non pensate di passarla liscia. Questa è l'Italia del "poverino" sia che tu sia un criminale, sia che tu sia un rappresentante delle istituzioni. Non mi resta che salutarvi aspettando la prossima tragedia da raccontare.

4 commenti:

Fabri ha detto...

Purtroppo quello che è successo stamani è la logica conclusione di quello che Jacopo ha appena scritto. Non basta una casco, uno scudo, un manganello e una pistola per fare il poliziotto. Per fare il poliziotto serve prima di tutto la testa! Ricordiamo che Gabriele è stato ucciso all'interno della sua macchina mentre era seduto al posto di guida; il poliziotto ha sparato da dietro, il proiettile ha perforato il lunotto posteriore e ha colpito il ragazzo nel collo uccidendolo sul colpo. Non voglio fare allusioni ad altri casi simili (per citare solo le date 20/07/01 e 02/02/07) ma siamo arrivati ad una guerriglia inutile! Un giorno muore un ragazzo, un giorno un poliziotto, un altro un ragazzo e così via... è normale?! Dove cazzo è andato a finire il mondo civile? Come cazzo possiamo pretendere di parlare di civiltà?! Come cazzo abbiamo il coraggio di dire queste cose!?! Questo non è un attacco ne alla polizia, ne a coloro che hanno degli ideali (giusti o sbagliati che siano), questo è un attacco al punto di incontro che una volta c'era tra queste due "categorie" mente adesso è adato a farsi fotte*e! Il punto di incontro che esisteva prima. Non si può morire per lo sport, non si può essere pestati durante una manifestazione, non si può inneggiare la morte di un ragazzo, non si può avere la faccia come il culo a ridere di un ragazzo che muore, non si può permettere a chiunque di utilizzare strumenti di morte, non si può...
Carlo Giuliani (manifestante)
Filippo Raciti (poliziotto)
Gabriele Sandri (tifoso)

3 persone morte, 3 vite in meno, tutti e 3 uccisi da un mondo di merda!

Anonimo ha detto...

Mah..Fabri dici bene, non si può morire per lo sport...cavolo ma prima di dire che nn si può morire diciamo che non si può nemmeno iniziare una rissa per lo sport!!!Dai ma dove andiamo a finire se continuiamo così??Ha proprio ragione chi dice che la peggior malattia per l uomo..è proprio l uomo!!
Possiamo discutere ore giorni mesi anni sulla sempre più palese e diffusa impreparazione di certe "classi" e in molti casi mi trovate d'accordo..ma perchè creare le situazioni(inutilmente,come ha detto bene popanzio) per far intervenire le forze dell'ordine??Poi per carità,ogni caso ha la sua precisa dinamica e collocazione dentro a contesti molto differenti però quello che mi colpisce di più è proprio il fatto antecedente alla sparatoria:la lite tra tifoserie fino ad arrivare alle mani..proprio non riesco a capire mi dispiace..
Silvia

KciN ha detto...

Siamo in due Silvia..

Oltre all' oggettiva incompetenza di CERTI (non tutti!) elementi delle forze dell' ordine, ciò che desta stupore e riprovazione sono le risse per lo sport(nonostante tutto).

Robe demenziali soltanto a pensarle.

Condoglianze alla famiglia di Gabriele.
Speriamo che questa volta sia la giustiza a vincere e, non il cameratismo autoreferenziale.

Lo spirito di corpo dovrebbe imporre la messa in minoranza e l espulsione di chi il cittadino attenta e violenta,nell' interesse dello stato e della polizia stessa.
E non dovrebbe essere la Costituzione a ricordarlo, ma prima di tutto l Etica, requisito indispensabile per chi lavora al servizio degli altri.

La protezione omertosa dei soggetti negligenti è immotivata, illegittima e pure dannosa.Sia per il cittadino, che tutto si sente meno che tutelato, sia per le forze dell' ordine, destinate a diventare facile bersaglio dei più svariati qualunquismi.

Una volta tanto, la si faccia finita con il gioco dei ''due pesi e due misure'' e ci si assuma le proprie responsabilità, nell' interesse di tutti.

Anonimo ha detto...

le risse tra tifoserie sono sempre esistite e difficilmente c'è scappato il morto,ed anche la polizia negli stadi c'è sempre stata, ultimamente però si è accentuato un odio verso le forze dell'ordine, sarà soltanto un problema dei tifosi? (vedi G8)